Assolto dalla Corte dei Conti con spese compensate? Scopri cosa ha ordinato la Corte di Cassazione!

Assolto dalla Corte dei Conti con spese compensate? Hai diritto al rimborso!


*A cura di Gabriele Salusti

Quante volte ti sei chiesto: "Se vengo assolto in un giudizio contabile ma il giudice compensa le spese, posso comunque chiedere il rimborso all'amministrazione?" La risposta, fino a poco tempo fa, non era così scontata. Ma una recente ordinanza della Cassazione (n. 2059/2026) ha fatto finalmente chiarezza, ribaltando un orientamento che penalizzava i dipendenti pubblici. Scopriamo insieme questa importante svolta giurisprudenziale che interessa tutti i colleghi in divisa! 👮‍♂️


📌 Il caso: quando l'assoluzione non basta

La vicenda riguarda un dipendente di un ente locale che, dopo essere stato assolto in un giudizio davanti alla Corte dei Conti, si è visto compensare le spese processuali. Nonostante l'assoluzione piena nel merito, il giudice contabile aveva deciso di non condannare l'amministrazione al pagamento delle spese legali, applicando la compensazione.

Il dipendente, però, non si è arreso: ha chiesto al proprio ente il rimborso delle spese sostenute per la difesa, ottenendo inizialmente un decreto ingiuntivo. Ma sia il Tribunale di primo grado che la Corte d'Appello hanno revocato il decreto, seguendo un precedente orientamento della Cassazione (sentenza n. 19195/2013) secondo cui solo il giudice contabile poteva liquidare le spese.


⚖️ La svolta della Cassazione: il "doppio binario" è ammissibile

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2059/2026, ha accolto il ricorso del dipendente, operando un importante revirement rispetto al passato. I giudici di legittimità si sono allineati al principio stabilito dalle Sezioni Unite (sentenza n. 31137/2024), affermando che:

  • Diritto soggettivo: Il dipendente assolto nel merito ha un diritto al rimborso delle spese legali nei confronti dell'amministrazione.
  • Tutela extragiudiziale: Questo diritto può essere fatto valere anche fuori dal processo e, in caso di rifiuto, davanti al giudice ordinario.
  • Doppio binario: Il giudice contabile liquida le spese secondo il codice di procedura civile, ma il dipendente può chiedere all'amministrazione il rimborso dell'eventuale maggior importo sostenuto.

🔍 Il ragionamento giuridico

La Cassazione ha chiarito che le norme sul rimborso delle spese legali configurano una posizione di diritto soggettivo del dipendente. Inoltre, è stato sottolineato un aspetto costituzionale fondamentale (Art. 103 Cost.): il giudice dei diritti soggettivi è il giudice ordinario, non la Corte dei Conti.


💡 Conseguenze pratiche per i Carabinieri e i dipendenti pubblici

Questa sentenza rappresenta una vittoria importante per tutti i colleghi che potrebbero trovarsi coinvolti in procedimenti davanti alla Corte dei Conti. Ecco cosa cambia concretamente:

✔️ Anche con compensazione delle spese, puoi chiedere il rimborso

Se sei stato assolto nel merito ma il giudice contabile ha compensato le spese, hai comunque diritto a chiedere il rimborso integrale all'amministrazione.

✔️ Puoi agire in giudizio

Non sei più vincolato alla sola pronuncia del giudice contabile. Se l'amministrazione rifiuta il rimborso indebitamente, puoi rivolgerti alla sede giurisdizionale di competenza.

📊 Esempio pratico

Immagina di essere un Carabiniere chiamato a rispondere davanti alla Corte dei Conti. Vieni assolto, ma le spese vengono compensate. Hai speso 5.000 euro per l'avvocato. Grazie a questa sentenza, puoi:

  1. Chiedere all'amministrazione il rimborso dei 5.000 euro.
  2. In caso di rifiuto o offerta parziale, rivolgerti ad un legale per adire il giudice.
  3. Chiedere il riconoscimento delle spese sostenute.

🎯 Opinione personale

Questa pronuncia merita attenzione e diffusione. Per troppo tempo i dipendenti pubblici assolti si sono trovati nella paradossale situazione di dover sostenere spese legali pur essendo innocenti. La Cassazione ha riconosciuto che l'assoluzione nel merito deve essere piena anche sotto il profilo economico.

Poter contare sul riconoscimento di un rimborso integrale in caso di assoluzione è fondamentale per la nostra serenità. Tuttavia, va anche detto che un rimborso interviene quando il danno psicologico e professionale è già fatto: è tempo di un intervento legislativo che riconosca la complessità del nostro ruolo e offra tutele funzionali preventive, non solo risarcitorie.


📢 Cosa fare se ti trovi in questa situazione

Se sei stato assolto in un giudizio contabile e l'amministrazione non ti ha rimborsato:

  1. Raccogli la documentazione: sentenza di assoluzione, fatture dell'avvocato, comunicazioni.
  2. Presenta richiesta formale all'amministrazione di appartenenza.
  3. Contatta USIC: Non fermarti a un rifiuto. Con USIC hai la tutela legale. Grazie alla LEGAL CARD, inclusa nella tua iscrizione, puoi accedere alla tutela senza costi aggiuntivi. - vale anche per un tuo familiare convivente, se coinvolto in casi analoghi, perché con la tessera USIC è tutelata anche la tua Famiglia (la copertura delle garanzie di "tutela legale" decorre per fatti notificati o conosciuti dopo l'iscrizione a USIC)
  4. Attenzione ai termini: il diritto al rimborso è soggetto a prescrizione.

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🔗 Riferimenti 

  • Cassazione, ordinanza n. 2059/2026
  • Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 31137/2024

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