La gestione del caso: tra intuito e coordinamento
Un recente episodio avvenuto a Lucca ci offre lo spunto per riflettere sull'importanza della filiera operativa. Tutto nasce dalla prontezza di una madre che, percependo la fragilità della figlia, ha scelto di affidarsi al 112. Da quel momento, la macchina dei soccorsi si è messa in moto seguendo protocolli che richiedono tanto rigore tecnico quanto sensibilità umana.
Il fulcro di questa operazione è stato il lavoro della Centrale Operativa. Spesso descritti solo come voci dietro un microfono, gli operatori di centrale sono in realtà i primi "ascoltatori" del disagio e, soprattutto, i registi dell'intervento. In questo caso, la capacità di incrociare i dati, geolocalizzare le informazioni e coordinare le pattuglie sul territorio ha permesso di trasformare una segnalazione generica in un intervento mirato. È un lavoro di analisi e strategia silenzioso, ma fondamentale: senza una regia lucida in centrale, l’efficacia sul campo sarebbe compromessa.
L’intervento sul campo e la sinergia con i soccorsi
Grazie alle indicazioni precise ricevute, i militari della Stazione di Ponte a Moriano sono riusciti a individuare l'auto della donna presso una struttura ricettiva in via Pisana. L'approccio dei colleghi operanti, unitamente alla collaborazione con il personale sanitario del 118, ha permesso di accedere ai locali in tempo utile, evitando un tragico epilogo.
A questi colleghi va il nostro apprezzamento per la capacità di gestire con freddezza e professionalità un momento di alta tensione, confermando come la capillarità dell'Arma sia la risposta più efficace alle criticità del territorio.
Un supporto che va oltre l’emergenza
Come Unione Sindacale Italiana Carabinieri, teniamo a sottolineare che il nostro lavoro non si esaurisce nell'intervento tecnico. Siamo parte di un tessuto sociale che deve imparare a riconoscere i segnali di sofferenza prima che diventino emergenza.
Oltre al numero unico 112, esistono reti di supporto psicologico e servizi dedicati che possono offrire un primo ascolto a chi si sente sopraffatto. Ricordiamo l'importanza di indirizzare chi soffre verso professionisti del settore e associazioni specializzate (come il Telefono Amico o le Onlus dedicate alla prevenzione del suicidio), per garantire un sostegno costante che prosegua anche dopo che le luci delle nostre pattuglie si sono spente.
Orgogliosi della professionalità dimostrata dai colleghi di Lucca, continuiamo a lavorare affinché ogni operatore, dalla centrale operativa alla pattuglia di strada, sia messo nelle condizioni migliori per svolgere questo delicato compito.
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L’importanza del benessere operativo: il punto di vista sindacale
Interventi come quello di Lucca, pur coronati da successo nel profondo valore di salvare una vita, mettono in luce il carico emotivo e cognitivo che grava sulle spalle del personale. Come Unione Sindacale Italiana Carabinieri, siamo consapevoli che dietro ogni vita salvata c'è un operatore che deve gestire livelli di stress altissimi, specialmente quando si tratta di decidere in pochi secondi o di ascoltare il dolore di una famiglia al telefono.
Il nostro impegno come sindacato non si limita alla tutela dei diritti contrattuali, ma si estende alla promozione di una cultura del benessere psicofisico. Crediamo fermamente che per garantire un servizio d'eccellenza alla cittadinanza, sia necessario proteggere chi quel servizio lo offre. Questo significa:
Supporto post-evento: Promuovere protocolli che permettano agli operatori, sia di centrale che di pattuglia, di elaborare lo stress derivante da interventi critici.
Formazione e strumenti: Garantire che le Centrali Operative siano sempre dotate delle migliori tecnologie di supporto e di un numero di operatori adeguato ai carichi di lavoro, per evitare il burnout.
Riconoscimento della professionalità: Vigilare affinché l'eccezionalità di questi interventi venga riconosciuta non solo a parole, ma con tutele concrete e ambienti di lavoro salubri.
Salvare una vita è il cuore della nostra missione, ma come Associazione Sindacale desideriamo promuovere una cultura in cui i colleghi abbiano sempre "lo scudo" necessario per affrontare la prossima chiamata con la stessa lucidità e umanità.
Cosa ne pensate dell'attuale gestione dello stress post-intervento? Scrivetecelo a info@usic.toscana.it o contattate i nostri referenti territoriali.
Cav. Espedito Longobardi
Segretario Generale Regionale
Unione Sindacale Italiana Carabinieri - Regione Toscana

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a cura di Cav. Espedito Longobardi
"Rivolgersi a un servizio di psicologia è come allenare la mente per diventare più resilienti, gestire meglio lo stress e superare qualsiasi sfida."
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Avvertenza: Il contenuto del presente elaborato riflette unicamente le posizioni personali dell'autore, formulate nell'esercizio della propria attività sindacale, e non costituisce posizione ufficiale né dell'Amministrazione di appartenenza né dell'Organizzazione sindacale rappresentata.