Caserma di Piombino: incertezza, disagio e limbo silente

 

Caserma di Piombino: incertezza, disagio e limbo silente

🔴 Caserma di Piombino: incertezza, disagio e limbo silente

26 marzo 2025


Scriviamo queste righe con il cuore pesante, ma con la consapevolezza che il silenzio non è mai la risposta giusta quando si tratta della vita e della dignità delle persone.


📍 La situazione

Ad oggi, non vi è ancora alcuna ufficialità sugli esiti dei rilievi tecnici effettuati presso la caserma di Piombino. Le sorti dei nostri colleghi rimangono sospese in un limbo di incertezza che pesa ogni giorno di più. Circolano voci su possibili trasferimenti in caserme dislocate altrove, ma nulla è ancora confermato.

E questa incertezza, lo sappiamo bene, è già di per sé un peso enorme.


💶 Il problema economico: una ferita aperta

Viviamo in un periodo in cui l'inflazione erode ogni busta paga, in cui il costo del carburante è diventato una voce di spesa insostenibile per chi deve percorrere chilometri ogni giorno per lavorare.

I nostri colleghi sono già in difficoltà economiche, come tanti lavoratori italiani. Un trasferimento forzato, senza alcun riconoscimento economico, rischierebbe di aggravare ulteriormente una situazione già fragile.


⚖️ La legge che non aiuta: l'Art. 1-bis della Legge 86/2001

Purtroppo, dobbiamo essere onesti e trasparenti con voi. Esiste una norma che rischia di lasciare i colleghi completamente privi di tutela economica in caso di trasferimento.

L'Art. 1-bis della Legge 86/2001 stabilisce chiaramente che:

"L'indennità di trasferimento nonché ogni altra indennità o rimborso previsti nei casi di trasferimento d'autorità non competono al personale trasferito ad altra sede di servizio limitrofa, anche se distante oltre dieci chilometri, a seguito della soppressione o dislocazione dei reparti o relative articolazioni."

In parole semplici: se la caserma viene soppressa o dislocata, e il trasferimento avviene verso una sede considerata "limitrofa", non spetta alcuna indennità. Nemmeno un rimborso. Nemmeno un riconoscimento.

Questo è inaccettabile sul piano umano, anche se purtroppo previsto sul piano normativo.


Comprendiamo anche il Comando Legione

Vogliamo essere giusti e dire una cosa che spesso non viene detta: siamo consapevoli che anche il Comando Legione si trova in una posizione difficile.

Da un lato, l'assenza di fondi e la mancanza di soluzioni strutturali compatibili rendono oggettivamente complesso intervenire con la rapidità e l'efficacia che la situazione richiederebbe. Non è semplice trovare risorse o alternative quando i margini istituzionali sono stretti. Non dimentichiamo poi che alcune spese sono a carico della proprietà.

Dall'altro lato, però, il Comando ha un dovere preciso come datore di lavoro: fare tutto il possibile per tutelare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti. È un obbligo morale prima ancora che giuridico.

Ed è proprio su questo punto che vogliamo essere chiari: è sempre meglio un provvedimento preventivo di tutela, anche imperfetto, piuttosto che attendere che dal rischio si verifichino eventi dannosi e infausti. La prevenzione non è un lusso, è un dovere.


La nostra richiesta

Siamo molto preoccupati e vogliamo che la nostra voce arrivi forte e chiara:

 Vogliamo sapere se vi è agibilità nella caserma di Piombino, con dati certi e ufficiali.

 Chiediamo che venga individuata una nuova sede sempre a Piombino, per ridurre al massimo il disagio dei colleghi e delle loro famiglie.

 Chiediamo che venga valutata ogni possibile forma di tutela economica, anche in deroga o attraverso strumenti alternativi, per chi dovesse essere costretto a spostarsi.


Un pensiero per i colleghi

Continueremo a seguire questa vicenda e a farci portavoce delle vostre istanze al Comando Legione.

Oggi è stata inviata la missiva contenente le nostre preoccupazioni e le istanze più salienti affinché il Comandante sia a conoscenza delle preoccupazioni e dei disagi che vivono i nostri rappresentati. 



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